In campania la prima coltivazione sperimentale di cannabis terapeutica


La Campania sarà la prima regione italiana ad avviare la coltivazione sperimentale di cannabis terapeutica che avrà un filo diretto con il Ministero della Salute. Infatti, l’IZSM, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, ente pubblico nazionale accreditato per la determinazione dei cannabinoidi, a completamento di un percorso avviato diversi anni fa, ha istituitoREICA, un centro multidisciplinare di ricerca per il controllo, lo sviluppo e la sperimentazione dei cannabinoidi.

I risultati di questo lungo percorso di lavoro sono stati presentati lo scorso 25 febbraio a Portici (NA) presso la sede dell’IZSM, in via Salute 2, nel corso della conferenza stampa “Cannabinoidi, Ricerca, Salute e Controllo”, presieduta da Antonio Limone, Direttore Generale dell’IZSM, Giuseppe Cannazza, del Dipartimento Scienze della Vita Università di Modena e Reggio Emilia; Maria Triassi, del Dipartimento di Sanità Pubblica – Università degli studi di Napoli “Federico II”; Gerardo Botti, Direttore Scientifico dell’Istituto Nazionale Tumori IRCCS “Fondazione Pascale”; Tenente Colonnello Vincenzo Maresca, Comandante del Gruppo Tutela Salute dell’Arma dei Carabinieri; Generale Ciro Lungo, Comandante della Regione Carabinieri Forestale della Campania e Germana Apuzzo, Direttore Ufficio Centrale Stupefacenti Ministero della Salute.

LA PRESENTAZIONE
Oltre dieci anni di lavoro, 5.000 analisi effettuate, 1300 aziende partner della filiera canapicola, 7 progetti di ricerca e la sinergia di tre enti di ricerca quali l’IZSM, IRCCS Pascale di Napoli e l’Università Federico II.

“Il nostro è stato un approccio esplorativo mosso dalla volontà di acquisire e, di conseguenza, divulgare conoscenza sui prodotti derivati dalla Cannabis e sulle infiorescenze. In continuità al percorso intrapreso e all’expertise acquisita, l’IZSM nell’agosto 2019 ha ricevuto dal Ministero della Salute l’autorizzazione per la coltivazione indoor di Cannabis con contenuto di THC non noto ai fini sperimentali, – ha commentato Antonio Limone – base indispensabile per arricchire e proseguire tutte le attività di ricerca in ambito agronomico, clinico, genetico nel complesso universo Cannabis. Il supporto dei dati scientifici ottenuti in studi clinicisarà indispensabile per fornire e ottenere un efficace orientamento normativo e legislativo.”

L’obiettivo è chiaro: cercare di evidenziare i benefici associati alla cannabis per fare progressi nel campo medico, specialmente nell’ambito delle patologie oncologiche: “Nonostante l’uso di Cannabis sia consolidato nella pratica clinica corrente tanto da poter gravare sul Sistema Sanitario Regionale, sono ancora scarse le evidenze scientifiche sui benefici associati. – spiega Gerardo Botti, Direttore Scientifico dell’Istituto Nazionale Tumori IRCCS “Fondazione Pascale” – La partnership con l’IZSM è strategica per l’esecuzione di studi clinici in ambito oncologico e non solo, anche alla luce delle potenzialità di tipo anti-neoplastico e immunomodulante dimostrate dagli studi in vitro.”

I PRIMI STABILIMENTI
L’IZSM condurrà, dunque, in stretta collaborazione con il Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Università Federico II di Napoli e l’IRCCS Pascale, studi clinici sull’utilizzo della cannabis terapeutica per il trattamento di diverse patologie, fra cui quelle oncologiche, come coadiuvanti ai trattamenti immunoterapici. Centrale sarà la coltivazione sperimentale di cannabis con THC ai fini di ricerca grazie ai primi stabilimenti indoor creati nella città di Montecorvino Rovella, in provincia di Salerno, allo scopo di selezionare varietà terapeutiche per il Ministero della Salute.

“In tal senso – spiegano i responsabili della coltivazione Alfonso Gallo, Augusto Siciliano e Jacopo D’Auriail centro multidisciplinare si pone come braccio operativo per la ricerca e la diffusione delle conoscenze in materia di cannabis al servizio dei Ministeri competenti e dei legislatori.”


LO STUDIO HEMPEDOCLE
A chiudere la giornata di grandi novità, insieme al centro di referenza REICA è stato presentato anche “Hempedocle”, uno studio scientifico che ha l’obiettivo di osservare gli effetti biologici, biochimici, psicologici e neurologici associati al consumo dei prodotti ricavati dalla Cannabis, in rapporto alle differenti modalità di assunzione. Il progetto nasce dalla necessità di indagare sul fenomeno, oggi in espansione, del consumo di prodotti derivati dalla Cannabis, su cui oggi in Italia vi è scarsezza di informazione e un vuoto normativo, che colpisce consumatori e proprietari di esercizi commerciali. Il disegno sperimentale prevede l’inclusione di un totale di 900 individui selezionati per l’uso abituale di derivati della Cannabis. In particolare verranno selezionate 3 coorti di 300 individui ciascuna, che consumano abitualmente i derivati della Cannabis a scopo: voluttuario mediante inalazione (coorte A);  alimentare mediante consumo di alimenti preparati con derivati della Cannabis (coorte B); nutraceutico mediante integrazione con dosi di cannabinoidi note (coorte C).

La durata dello studio sarà pari a 12 mesi e prevederà l’osservazione delle persone reclutate in due tempi distinti: pre-assunzione e post assunzione con le persone coinvolte che verranno sottoposte a questionari conoscitivi e psicologici, a test di memoria, per il controllo motorio e per la valutazione dell’attenzione visuo-spaziale, unitamente a test biologici effettuati tramite il prelievo di campioni di sangue, urina e saliva.

I risultati dello studio permetteranno di valutare moltissimi parametri quali abitudini di consumo della popolazione, effetti neurologici e psicologici, biomarcatori di effetto e di esposizione, tossicità associata ai prodotti e livelli di cannabinoidi presenti. Uno studio completo dunque, sul fenomeno del consumo dei derivati della Cannabis, i cui risultati saranno essenziali per un’analisi scientifica delle sue implicazioni sanitarie, economiche e sociali.

 

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